Il ruolo strategico della sostenibilità nella creazione del valore

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La creazione e l’appropriazione di valore sono elementi sempre più associati al tema della sostenibilità e alle molteplici opportunità che le imprese possono cogliere grazie all’implementazione di iniziative congiunte, all’innovazione di tecniche, materiali e processi, alla minimizzazione dell’impatto ambientale. Siamo di fronte ad un vero e proprio cambiamento di mindset: non è più sufficiente focalizzarsi sui benefici a favore del cliente e sulla performance aziendale; oggi le organizzazioni sono anche impegnate sul fronte della gestione del risparmio energetico, della riduzione degli sprechi, della corporate reputation,del rispetto delle norme e della riduzione delle emissioni.

Le Nazioni Unite hanno recentemente pubblicato il documento 2030 Sustainable Development Agenda, identificando 17 obiettivi di sostenibilità, tra i quali rientrano la lotta alla povertà e alla fame nel mondo, il benessere degli individui, la qualità della formazione, la parità di genere. Nel frattempo, la rivista canadese Corporate Knights ha premiato Dassault Systemes, Neste e Valeo, posizionandole ai primi posti nella classifica delle aziende più sostenibili a livello globale. Si tratta, rispettivamente, della multinazionale francese produttrice di software che assistono aziende e governi nella riduzione degli sprechi e nella creazione di città più intelligenti, della compagnia finlandese leader nella fornitura di diesel rinnovabile, e della multinazionale francese specializzata nella produzione di autoveicoli e componentistica smart.

La sostenibilità può essere considerata un elemento strategico integrato alla catena del valore che, grazie al fenomeno della rivoluzione digitale, gioca un ruolo chiave nell’utilizzo efficiente delle risorse. Il dirompente impatto di nuove tecnologie come il mobile internet, il cloud, l’IoT e la robotica consentirà alle imprese di investire in infrastrutture e innovazione, nello sviluppo di smart city e in progetti di energia pulita. Ad esempio, si stima che entro il 2030 le tecnologie IoT da sole possano aggiungere 14 bilioni di dollari di valore economico all’economia mondiale.Tuttavia, per poter sfruttare lo straordinario potenziale di Industry 4.0e sviluppare, al tempo stesso, adeguate iniziative sostenibili, il 70% delle imprese ritiene che siano necessari incentivi da parte del governo.[1]

Solo con la creazione di partnership strategiche ed il coinvolgimento dell’intera comunità sarà possibile raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, favorendo lo sviluppo di modelli come la circular economyche sostituisce il concetto di fine vita con il ripristino e che mira all’eliminazione di sprechi e sostanze tossiche , e generando un impatto positivo nell’intero ecosistema.

 

[1]World Economic Forum (2018), Internet of Things Guidelines for Sustainability.

Innovazione e digital skill nel mercato del lavoro futuro

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Lo sviluppo tecnologico sta generando profonde trasformazioni a livello economico, sociale e professionale.

Il fenomeno dell’automazione influisce in modo sempre più consistente sulla domanda di competenze della forza lavoro: entro il 2030, si registra uno sviluppo rilevante delle skill tecnologiche, che cresceranno del 50% solo negli Stati Uniti e di più del 40% in Europa.[1]

Un dato che merita particolare attenzione è relativo all’elevato gap di competenze presente per le funzioni che risultano maggiormente automatizzate; pensiamo, ad esempio, alla gestione dei dati, al mobile, all’IT, alla ricerca e sviluppo, al design di prodotto. La Commissione Europea stima che nel 2020 nel settore ICT più di 750 mila non risulteranno occupati per mancanza di figure con competenze digitali indispensabili. Si rende quindi necessario riflettere sulle azioni strategiche da implementare al fine di colmare questo divario.

business, computer, device

In aggiunta all’aspetto tecnologico ed innovativo, non può essere sottovalutato l’aspetto umano; quello relativo alle persone che guidano il cambiamento e che lo sostengono, che vengono ispirate dai propri leader e che, grazie agli investimenti in formazione, riescono a stimolarsi a vicenda, ad acquisire le nuove skill che il mercato richiede e a sviluppare una cultura aziendale innovativa e digitale.

L’ecosistema futuro della forza lavoro sarà sempre più focalizzato sul reclutamento di individui che, in possesso di competenze chiave, siano capaci di integrarsi e di comunicare con le macchine, sul reimpiego delle risorse e sulla talent retention, che rappresenta una delle principali sfide dell’era digitale.

 

[1]Bughin, J., Hazan E., Lund S., Dahlström P., Wiesinger A., Subramaniam A. (2018), Skill shift: Automation and the future of the workforce, McKinsey Global Institute.

La formazione al servizio del Family Business

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In un mondo sempre più connesso, le sfide per i manager delle imprese familiari richiedono capacità di comprensione dei meccanismi di proprietà ed una specifica conoscenza della componente familiare. È senza dubbio importante investire nel made in Italy, ma è altrettanto importante investire in formazione.

Paolo Boccardelli

Il business familiare rappresenta un elemento consistente e rilevante nell’economia del nostro Paese, in quella europea – dove le aziende familiari contribuiscono per il 70% sul PIL e per il 60% sull’occupazione – e mondiale.[1]

Tra i driver di crescita del family business rientrano la profittabilità (64%), l’aumento del turnover (45%), l’innovazione (37%), e non solo;[2]le aziende a conduzione familiare, infatti, devono anche fare i conti con un mercato in rapida espansione, in cui i confini territoriali si dissolvono, stimolando l’integrazione e la fusione tra i diversi attori dell’ecosistema. Se da una parte l’internazionalizzazione genera molteplici opportunità, dall’altra richiede che sia assicurato un bilanciamento tra le strategie di crescita e di controllo del business.

In un mondo sempre più connesso ed interconnesso, le tematiche con le quali i manager dei family business hanno a che fare quotidianamente sono relative all’assetto e alla governance familiare, alla protezione del patrimonio e al passaggio generazionale. Tutti temi, questi, strategicamente rilevanti e complessi, che richiedono capacità di comprensione dei meccanismi di proprietà ed una specifica conoscenza della componente familiare; perché è senza dubbio importante investire nel made in Italy, ma è altrettanto importante investire in formazione.

È esattamente quello che la LUISS Business School si è proposta di fare attraverso la prima edizione del Corso in Family Business Management, pensato e progettato per comprendere le reali opportunità di crescita e di sviluppo delle piccole e medie imprese e che lo scorso 13 luglio si è concluso con la premiazione dei partecipanti, figli di grandi imprenditori provenienti da tutto il territorio nazionale.

Family Business Management

Il successo della prima edizione e l’entusiasmo di tutti coloro che hanno contribuito a fornire ai partecipanti le skill necessarie per costruire e gestire un modello di azienda familiare di successo, proseguiranno anche il prossimo anno. Nel corso della nuova edizione 2 dei 9 moduli saranno svolti in Francia, territorio in cui l’incidenza delle aziende familiari si attesta all’80%.[3]Con un approccio multidisciplinare, arricchito dalle testimonianze di protagonisti dell’impresa familiare italiana ed internazionale, si vuole contribuire al raggiungimento dei migliori risultati in termini di cultura aziendale, leadership, performance e visione strategica.


[1]Dati AIDAF

[2]KPMG, 2017

[3]Dati AIDAF

 

19/07/2018

Le opportunità della trasformazione digitale grazie all’Education 2.0

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La digitalizzazione sta trasformando i meccanismi che guidano la crescita mondiale, tra Artificial Intelligence e automazione. Quale sarà l’impatto per la formazione e come risponderà l’education a questa sfida?

digitale formazione paolo boccardelli luiss business school

Si stima che entro il 2025 circa il 40% delle imprese potrebbe scomparire a causa della digitalizzazione.[1] È proprio questo fenomeno che, in aggiunta all’incremento della popolazione globale – al quale, tra l’altro, corrisponde un aumento dell’invecchiamento –, al cambiamento climatico in atto, al fenomeno della globalizzazione e al sempre più affermato desiderio di proteggere i propri confini, rappresenta uno dei mega-trend che trasformeranno in modo dirompente il mondo nell’arco dei prossimi anni.

L’automazione ad esempio rappresenta il vero motore dello sviluppo futuro, in grado di dare una forte spinta alla produttività e alla crescita del PIL mondiale; nel periodo 2009-2010, ad esempio, l’impatto della digitalizzazione sulla crescita economica globale, in termini di PIL aggiuntivo, è stato pari a 395 miliardi di dollari annui.[2]

Un tema connesso all’utilizzo dell’Artificial Intelligence e oggi fortemente sentito riguarda la sostituzione del lavoro. In America circa il 47% delle occupazioni è considerato ad elevato rischio di automazione.[3] Di certo, però, non tutti gli individui saranno rimpiazzati dalla tecnologia; piuttosto, verranno a crearsi nuove opportunità e nuove posizioni professionali, che il Center for the Future of Work stima possano essere 21 in più entro il 2028.

Evolvono le macchine e mutano, con loro, le competenze delle persone: la reale sfida per il futuro consiste nella creazione delle condizioni per lo sviluppo di skill adeguate rispetto al contesto innovativo, tra le quali rientrano la capacità di fare networking, la collaborazione, l’abilità di interazione uomo-macchina, la capacità di creazione e gestione dell’enorme ammontare di dati e, più in generale, con la tecnologia.

Il vortice della digital transformation non risparmia alcun settore, neppure quello della formazione, che entro il 2020 evolverà i propri modelli di business verso strutture sempre più digitalizzate: Massive Open Online Courses (MOOC),[4] iniziative digital, forme di apprendimento maggiormente interattive e personalizzate, utilizzo in aula di device digitali.

La centralità e l’attualità del tema Education 2.0 ne rendono necessario e al tempo stesso stimolante l’approfondimento, che troverà largo spazio tra le pagine di questo blog.


[1] Zzauer, Y. (2017), Digitalization Requires a Radical Change in Organizational Culture, Capgemini

[2] Khan, S., Khan, S., Aftab, M. (2015), Digitization and its Impact on Economy, International Journal of Digital Library Services, Vol. 5, Issue 2

[3] Frey, C.B., Osborne, M.A. (2017), The future of employment: How susceptible are jobs to computerisation?, Technological Forecasting & Social Change 114 (2017) 254–280

[4] Rai, L., Chunrao, D. (2016), Influencing Factors of Success and Failure in MOOC and General Analysis of Learner Behavior, International Journal of Information and Education Technology, Vol. 6, No. 4

23/05/2018 

Such a human-robot!

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Robot

Even the scientists were impressed by the similarity between the robot called Sophia,produced by the company Hanson Robotics headquartered in Hong Kong, and the humans.

The extraordinary Artificial Intelligence was presented last September during the Lisbon Web Summit when this technology showed to have more than 60 facial expressions and to remember even episodes of the past.

It may represent an incredible step ahead in terms of innovation. Isn’t it?

Read more @ Intelligenza artificiale, la donna-robot Sophia mette in difficoltà perfino gli scienziati

14/11/2017

The E-commerce flies

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“E-commerce has been expanding at an average rate of 20% a year as bricks-and-mortar shops have languished”, according to The Economist.

e_commerce

The growth of online activities is extremely fast and it is proved by the success achieved by e-commerce giants like Amazon and Alibaba that offer innovative products and services.

The competition is strong, as well: each company strives for offering a broad choice of goods with more price transparency.

But what is the key of success for both the companies?

Read more @ E-commerce takes off

13/11/2017

Employees’ involvement in the digital age

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How Digital transformation impacts on engagement in the workplace

engagement

The digital transformation is changing the way in which people communicate and participate to the decisions in the workplace.

According to Sandy M. Nessing, Managing Director, Corporate Sustainability at American Electric Power (AEP) “Communication is essential to employee engagement. We are all plugged in and on our phones; we are always looking for ways to connect with employees electronically”.

Read more @Employee Engagement In The Digital Age

06/11/2017

The emerging model of the night markets

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New models of consuming and socializing

Night_market

A growing number of people prefers spending free time at the so called “night markets” instead of going to the traditional restaurants.

Especially, this innovative format is prevalent in Asia where everyone can find cheap and excellent food like tyrofoam bowl brimming with peach-coloured laksa, prawns curling round noodles slithering under a dollop of intensely savoury sambal.

It means that even the way in which people socialize is changing. Will this new formula be able to attract new segments of customers?

Read more @ In the night market

25/10/2017

Working together for a better tomorrow

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Competencies create opportunities

Millennials

Nowadays, the generation of Millennials has the opportunity to develop and exploit valuable skills that are essential for surviving in such an automated, fast-changing and innovative world.

According to the World Economic Forum, the essential competencies in 2020 are going to be, for instance, problem solving, critical thinking and creativity.

Will the human resources be able to change themselves in consideration of the rapid development of the machines?

Read more @ Skills-based volunteering can make you thrive in the age of robots. Here’s how

12/10/17

It’s always a matter of strategy

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Challenges for your business value to be increased

strategy

Even when you decide to disinvest, it’s important to evaluate which type of buyer will acquire your assets. Especially, you could find two kinds of buyers; the financial one is more focused on profits and future returns of the investment, while the strategic one considers “your business based on what it is worth in their hands”, according to John Warrillow, author of Forbes.

The real challenge is discovering how much your business value can be increased.

06/10/2017